Ci ricorderemo di questa estate. Per chi non è partito verso destinazioni lontane, o semplicemente non si è spinto fino al sud, l’estate non c’è stata. Peraltro, dopo un inverno senza inverno, era abbastanza prevedibile fare i conti con una estate senza estate. Da due settimane in Liguria, dove ogni anno passo le mie vacanze, facciamo i conti con piogge, uragani, trombe d’aria. Tintarella, lunghi pomeriggi a spettegolare sotto l’ombrellone, addio. Dovremo attendere il prossimo anno. Oddio, il modo per chiacchierare con le amiche di sempre l’abbiamo trovato ugualmente… non saranno certo quattro gocce d’acqua a fermare un gruppetto di amiche di vecchia data. Una vicina d’ombrellone è diventata nonna proprio in questo mese d’agosto. Frettoloso rientro a Milano per poi ripresentarsi in spiaggia, o al bar, secondo le condizioni atmosferiche, con archivio fotografico della neonata. Tempo una settimana, la nuova famiglia fa capolino nel paesino ligure. Più che i commenti sulla bimba (assomiglia al papà, alla mamma, alla nonna…) ho prestato attenzione alle considerazioni in merito agli impegni dei nuovi genitori. “Sai Chiara – commenta la neo-nonna – adesso non è più come ai nostri tempi (doverosa precisazione, la neo-nonna in questione ha solo una decina d’anni più di me…), adesso i mariti aiutano! Il papà prepara il biberon, fa il bagnetto… è coinvolto!”. E la vicina dell’ombrellone a fianco, questa sì, mia coetanea, si scatena. “Mio marito, quando è nato mio figlio, non se ne è nemmeno accorto! Siamo arrivati qui, ma lui faceva la vita di sempre, bagno, torneo di Cirulla, calcetto… Per questo non ho voluto altri figli!!”. Insomma, inutile negare che vent’anni fa (questa l’età più o meno dei nostri figli) le cose funzionavano diversamente. È cambiato tutto, sono cambiate le stagioni che non ci sono più ed è cambiato anche l’approccio dei nuovi genitori verso i neonati. Che non sono più della mamma ma di tutti e due. Un bel passo avanti… Perché da questo fatto parte tutto. Se le responsabilità della gestione familiare sono davvero condivise le donne hanno la possibilità, se lo vogliono, di cimentarsi nella carriera che scelgono o, semplicemente, di lavorare con più serenità. Sto leggendo il bellissimo libro di Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti, che ha vinto quest’anno il premio Strega. L’autore riporta lo stralcio di un articolo di Rosellina Balbi che affronta il tema della ‘tragedia dell’uguaglianza’. “Personalmente – scrive in un articolo pubblicato su Repubblica la Balbi e che l’autore riporta nelle sue pagine – sono ancora e sempre del parere che la distinzione da fare sia quella tra l’uguaglianza e il diritto all’eguaglianza: la prima non esiste (per fortuna): ciascuno di noi deve fare la sua corsa e arrivare dove potrà, saprà e vorrà. Altra cosa è la parità delle condizioni di partenza…”. Ecco, le donne, molto spesso, ancora oggi, non possono contare su condizioni di partenza ‘alla pari’. Con questi nuovi mariti, padri, compagni, sta cambiando qualcosa.