Il mondo del lavoro sta cambiando. E il motore di questo cambiamento sono le donne. Che contano sempre di più: secondo una stima di Manageritalia le donne capo sono aumentate de 15,8% mentre i capi uomini diminuiscono del 2,5%. Ma come lavorano queste donne? Soprattutto, esiste un modello organizzativo che partendo dalle esigenze di conciliazione delle donne può entrare a gamba tesa nelle nostre aziende e far stare meglio po’ tutti? La parola magica esiste, si chiama ‘smart working’ e significa lavoro impostato con regole flessibili, dove viene privilegiato il risultato, l’obiettivo, alla presenza in un luogo fisico, dove le persone scelgono dove lavorare. Poiché però a volte le parole inglesi rischiano di non essere immediatamente comprensibili o, peggio, spesso si usano per evitare di usare espressioni che sarebbero inequivocabili in italiano (tipo spending review, volete mettere la differenza con un tranchant taglio dei costi??) l’assessora al Comune di Milano Chiara Bisconti ha organizzato lo scorso 6 febbraio la giornata del lavoro agile. I dipendenti delle 103 aziende che hanno aderito all’iniziativa hanno lavorato senza recarsi sul luogo di lavoro. I risultati? 5 mila persone in meno in giro a intasare il traffico, ore di tempo guadagnate. Da dedicare alla famiglia, per chi ce l’ha, o a quel che si vuole. Non male. I vantaggi per l’ambiente e per le persone sono evidenti. Se ne stanno accorgendo anche in Parlamento, tanto che è prevista la discussione di una legge per regolamentare lo smarter working. Firmatarie della proposta di legge Alessia Mosca, Irene Tinagli e Barbara Saltamartini. Una rivoluzione, che parte dalle esigenze delle donne, ma che andrà a vantaggio di tutti. Anche se, per essere sincera, il fan più appassionato che conosco dello smarter working è un uomo: si tratta di Philip Vanhoutte, lavora da molti anni in Plantronics e ha pubblicato con la nostra casa editrice il Manifesto dello Smarter Working. Il lavoro, scrive, rappresenta ciò che fai, non il luogo in cui sei. Presenteremo l’edizione italiana del libro mercoledì 26 a Milano nel corso del nostro Convivio dedicato alle risorse umane. Tanti i temi in agenda, un unico filo conduttore: il ritorno al lavoro e all’impresa. Un lavoro in cui è sempre più determinante per il futuro di tutti ciò che si fa, sempre meno dove si è. Vi aspettiamo.

L’agenda al link: http://www.runu.it/index.php/agenda-convivio-milano-2014/