Il vincitore dell’ottava edizione della maratonina della città di Crema prima della consegna del premio ha chiesto, con molta gentilezza – riporta di quotidiano Cremaonline –, di non essere fotografato con un donna per motivi religiosi. Il sindaco, una donna, ha affermato che non c’erano problemi. Ha acconsentito alla richiesta e si è fatta sostituire dal consigliere comunale delegato allo sport. Secondo me invece qualche problema c’è. Premesso che il tema è complesso e riflette i conflitti tra diverse culture, credo che l’integrazione passi, anche, per il rispetto delle istituzioni. Il podista di origini musulmane può non avere alcun rispetto per il genere femminile (fatto questo di per sé non condivisibile, spero). Ma non trovo accettabile il disconoscimento delle istituzioni. L’istituzione è rappresentata da una persona, uomo o donna che sia, e non è tollerabile si facciano differenze. E se l’integrazione passa per il rispetto delle istituzioni, il rappresentante delle istituzioni questo rispetto lo deve pretendere. Altrimenti non lavoriamo per l’integrazione, ma accettiamo regole imposte da altri. Laddove le istituzioni sono rappresentate dalle donne, queste non si devono dimenticare che gli uomini che non riconoscono e non rispettano il genere femminile in pubblico, difficilmente lo faranno nel loro privato.