“Gli storici affermano che Teodora non si limitò ad essere soltanto la moglie di Giustiniano, cioè di colui che liberò Roma dai Goti e raccolse il un corpus unico tutte le leggi del diritto romano, vale a dire il fondamento della civiltà giuridica del nostro mondo, ma ne fu anche la prima collaboratrice negli affari di Stato e, soprattutto, l’ispiratrice di alcune importante riforme sociali.

Tra l’altro, e non è cosa da poco, fu donna che seppe dimostrare un grande coraggio personale.

Procopio di Cesarea, lo storico dell’epoca giustinianea, riporta il discorso improvvisato che tenne ai generali e ai consiglieri dell’imperatore durante la rivolta di Nika, i quali non vedevano altra strada di salvezza che nella fuga. Teodora s’intromise nei concitati e contrastanti pareri esordendo con malcelati disprezzo e ironia: «Penso che nelle presenti condizioni sia trascurabile la sconvenienza che una donna sia più coraggiosa degli uomini e proponga soluzioni che richiedono audacia a chi invece dimostra paura». Convinse tutti a resistere. E così Giustiniano poté fregiarsi di un’altra vittoria”.

Questa la descrizione che Andrea Camilleri nel suo ‘Donne’ ci fa della moglie dell’imperatore Giustiniano. Il mio augurio è che le donne assomiglino sempre più a Teodora; che trovino il coraggio per essere ‘sconvenienti’ e imporre, se necessario, un punto di vista differente. Il nuovo anno che sta arrivando potrebbe iniziare con questo auspicio.