Il futuro del lavoro dovrà essere ‘smart’. Ne sa qualcosa Alessia Mosca che questa mattina ha presentato nello spazio di Co-Working Piano C il suo libro L’Unione, in pratica. Un’Europa a misura di Italia. Una riflessione, guidata da Maria Latella, che ci ha portato a ragionare sul lavoro delle donne, dei giovani e sull’Europa. Questi temi hanno un comune denominatore? Certo! Perché – come ha giustamente esordito Alessia – vogliamo essere europei anche sul tema della parità di genere. E se l’Italia è stata un esempio per tutti con la legge Golfo-Mosca sulle quote nei CdA delle società quotate ora bisogna andare avanti e guardare ad altri Paesi, dai quali abbiamo molto da imparare. L’Europa ha molto da insegnarci, altri Paesi hanno sviluppato politiche di conciliazione molto più strutturate ed efficaci delle nostre. L’agenda digitale può diventare un grande aiuto per mettere in pratica lo Smarter Working, ma dobbiamo rimanere agganciati a un treno che corre nella giusta direzione. L’Europa deve essere un luogo dove circolano conoscenze e saperi. Perché solo da uno scambio di competenze manageriali ci potrà essere vero arricchimento e una contaminazione positiva. Uno scambio aperto ai giovani, che devono poter circolare con la certezza di poter contare su uguali diritti i materia di lavoro. Ma cosa può fare un Europarlamentare? Il suo operato rischia di apparire troppo spesso impalpabile, provoca Latella. Chi sta a Bruxelles (Alessia è una delle 5 capoliste alle elezioni Europee del prossimo 25 maggio) deve impegnarsi per costruire un rapporto solido con i Comuni e rappresentare un ‘gate’ di accesso alle informazioni per dare visibilità a tutte le opportunità di finanziamento. L’Italia utilizza mediamente il 45% delle risorse a disposizione. Nel 2016 ci sarà una revisione nell’ambito del bilancio 2014-2020 e sarà possibile aumentare alcune voci di spesa aumentando finanziamenti per temi legati al welfare, alle politiche di conciliazione e alla diffusione dello Smarter Working (Alessia è la prima firmataria della proposta di legge sullo Smart Working presentata lo scorso mese di gennaio). Favorire la costruzione di contesti dove vengono premiati merito e risultati significa guardare con lucidità a quanto sta avvenendo intorno a noi. Ma è ancora necessario lavorare sulla cultura manageriale per far sì che l’organizzazione premi i risultati, e non la presenza. Nel nostro piccolo Milano è stata teatro di una sperimentazione voluta dall’Assessore Chiara Bisconti che ha promosso la giornata del ‘lavoro agile’. Una giornata che ha coinvolto persone che hanno beneficiato di nuove modalità di collaborazione. Persone che hanno dimostrato di essere comunque produttive senza dover sprecare tempo per gli spostamenti: l’ambiente ne ha beneficiato e la qualità del lavoro anche. Ma per incentivare queste buone pratiche servono risorse, serve formazione. E anche la consapevolezza che non si può far da soli. Per questo oggi più che mai è necessario rimanere ancorati a un sistema forte, dal quale tutti possano beneficiare. Un sistema che ci aiuti a riconoscere il valore delle persone. Donne o uomini che siano. Il valore dello Smarter Working è anche questo.

Lo Smarter Working sarà il tema di un evento che stiamo organizzando a Milano il prossimo 29 maggio. Alessia ci sarà, aspettiamo anche voi.

Lo Smarter Working secondo Alessia al link:

https://www.youtube.com/watch?v=zwxLtqqAomg&list=UUUJmjwfc0Fedt1fO4pPidlA