Dirigenti mamme vittime di pregiudizi. Così titola un articolo di Affari&Finanza di lunedì. Nulla di nuovo. La maternità è, ancora, percepita come un problema. Le nostre organizzazioni non sono in grado di assorbire ‘l’evento’. Che di lieto rischia di avere ben poco. Le poche fortunate che hanno la possibilità di lavorare da casa e organizzare la conference call mentre scaldano il biberon sono, appunto, poche. A poco servono le best practice di aziende multinazionali, qui l’organizzazione resta rigida. Si parla tanto di cambiamento ma in un ambito dove molte cose si dovrebbero modificare non pare cambiare molto se i temi ricorrono con tanta frequenza. Forse, sarebbe ora di formulare un nuovo patto tra gli attori in gioco, i datori di lavoro e i lavoratori. Al Convivio che si terrà questo giovedì a Roma parliamo di riforma del diritto del lavoro con un Costituzionalista, Michele Ainis. Perché la Costituzione è un patto e la giustizia emerge da un patto che le parti si impegnano a rispettare. L’articolo 2 della nostra Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità. Ma le donne, oggi, nella nostra Italia, non hanno gli stessi diritti, sono meno uguali perché non hanno le stesse opportunità nel momento in cui diventano madri. Invece nel nostro Paese non fare figli è diventata l’ultima difesa delle donne per mantenere il lavoro. E i dati parlano chiaro: la natalità in Italia, complice anche l’economia che non aiuta, scende a livelli drammatici: sono 515 mila i bambini nati nel 2013, 11 mila in meno del precedente record negativo toccato nel 1995. Ma il dato allarmante è che la quota delle madri che non lavora più a due anni di distanza dalla nascita dei figli è aumentata dal 18,4% del 2005 al 22,3% del 2012. Di record negativo in record negativo, dove vogliamo andare? Domani a Roma parleremo di lavoro partendo dalla Costituzione. Anche tra le donne e il mondo del lavoro si dovrebbe fondare un nuovo patto. Noi partiamo da queste riflessioni, vi aspettiamo.

L’agenda dell’evento al link: http://www.runu.it/index.php/agenda-convegno-roma-2014/